mercoledì 12 marzo 2025

Protect Me - Secondo capitolo

 2. FLEUR



A cena andiamo a mangiare dalla zia Shayla, la sorella gemella di mio padre.
Con mia grande sorpresa, scopro che da quando i miei zii hanno divorziato due anni fa, mia zia si è di nuovo riavvicinata molto a suo fratello e ora spesso si prendono cura l’una dell’altro.
Mia zia prepara sovente la cena per sé, per sua figlia Piper e per mio padre e Declan, mentre mio padre si occupa della manutenzione della casa di sua sorella o di Piper, quando lei è in servizio.
Mi commuovo quando noto che mia zia si è impegnata a preparare anche cibi vegetariani. Non sapevo nemmeno che sapesse che sono diventata vegana da un anno.
«È così bello riaverti con noi! Quando tuo padre ha saputo che saresti tornata a vivere con lui, non stava più fermo dall’emozione», mi racconta mia zia, abbracciandomi affettuosamente.
«Dov’è Piper?», domando, notando l’assenza di mia cugina.
«Ho smesso di farmi questa domanda tanto tempo fa», sbuffa irritata.
Come se avesse sentito che stavamo parlando di lei, Piper entra come un tornado in casa.
«Scusate per il ritardo. Ero a studiare da Lola e ho perso la cognizione del tempo!», esclama, correndo verso di me per abbracciarmi. «Fleur! Che bello che sei tornata! Vedrai che ci divertiremo! Stasera c’è una mega festa e…»
«Vai a cambiarti, o meglio, vai a indossare un indumento normale e che copra almeno il 50% del tuo corpo, invece di un misero 5%», s’intromette sua madre, squadrandola con disapprovazione.
Guardo Piper. È da anni che non passiamo del tempo insieme alle nostre famiglie, ed è la prima volta che la vedo vestita in questo modo: ha una canotta così striminzita da sembrare un reggiseno sportivo di pizzo, e una minigonna così corta da essere scandalosa.
Anche il trucco è calcato sul viso e suoi occhi marroni sono appena visibili. Di tutta la famiglia, lei è l’unica ad avere occhi non verdi e so che questa cosa l’ha sempre patita.
Sorrido divertita. Non mi sono mai vestita in questo modo e se ci avessi provato, mia madre mi avrebbe rinchiusa in casa fino al diploma.
«Che palle, mamma!»
«Muoviti, Piper!»
La figlia ubbidisce e corre in camera sua a mettersi dei pantaloncini sportivi molto comodi e una semplice t-shirt.
Sto ancora pensando al suo look e a cosa intendesse con la parola divertimento, quando noto Declan sporgersi verso di me e parlarmi all’orecchio.
«Regola numero uno: guai a te se osi vestirti in quel modo.»
«Perché?», lo provoco, ma l’occhiata omicida che mi rifila è abbastanza eloquente.
«Regola numero due: niente feste.»
«Queste regole valgono anche per te?»
«No, io sono il capitano della squadra di calcio e non posso essere assente a certe feste.»
«Pensavo avessi già diffuso un comunicato stampa in cui avessi dichiarato che nessun ragazzo potesse avvicinarsi a me nel raggio di cento metri.»
«Duecento metri, per l’esattezza. L’ho fatto, ma i coglioni, che ci provano, ci sono sempre, soprattutto se ubriachi e su di giri a una festa.»
«Dai, Declan, fidati di me. Non faccio cazzate come te.»
Il suo sguardo s’incupisce ancora di più. «Niente feste.»
«Nemmeno se vado con Piper?»
«Soprattutto con lei. Piper non è affidabile.»
«Parla per te, brutto stronzo!» Arriva nostra cugina, sedendosi vicino a me. Ha sentito le parole di Declan ed è incavolata.
«Niente feste per Fleur, finché sarò sicuro che nessuno farà lo scemo con lei.»
«Deve venire assolutamente alla festa di stasera. È una sorta di inaugurazione del nuovo anno scolastico. Ci saranno tutti! È la sua occasione per fare amicizie e non partire domani svantaggiata.»
«Ho detto di no.»
«Zio, posso portare Fleur alla festa di stasera?», cambia tattica Piper.
«Una festa? Preferirei di no», si agita mio padre. Sono appena arrivata e già si parla di feste, alcol, droghe e ragazzi? Posso leggere nel suo sguardo tutte le sue preoccupazioni e mi viene da ridere.
«Dai, ti prego. È solo un piccolo ritrovo per iniziare il nuovo anno scolastico. Non vorrai mica che domani nessuno sappia chi è Fleur a scuola, no? Lo sanno tutti che i nuovi arrivati spesso diventano i bersagli dei bulli.»
«Se qualcuno prova a fare il bullo con mia sorella, dovrà avere una buona assicurazione sanitaria, perché lo mando dritto in ospedale», s’intromette Declan.
«Tesoro, quest’anno non potrai permetterti nessuna pazzia, perché le tue bravate hanno già quasi messo a rischio il tuo futuro accademico», interviene mia zia, rivolta al nipote.
«Io me ne vado», sbotta Declan alzandosi.
Provo a fermarlo, chiedendomi perché se la sia presa tanto, ma non mi guarda nemmeno in faccia. Prende la porta e se ne va.
«E la cena?», provo un’ultima volta, seguendolo in strada.
«Mangio una pizza con un amico.»
«Vuoi che venga con te?»
«No, la zia si è data tanto da fare per realizzare ricette vegane. Mangia con loro e poi fili a casa. Niente feste, ok?»
«Ti chiamo più tardi», gli dico, senza rispondere alla sua domanda, ma lui è già in macchina e non mi sente.
Quando torno dentro, noto l’aria carica di tensione.
«Brad, il fatto che io sia una poliziotta non significa che possa proteggerlo sempre», sta dicendo mia zia.
«Lo so e ti ringrazio per tutto ciò che hai fatto per lui finora. Gli ho parlato e mi ha promesso che adesso che c’è Fleur, si comporterà meglio», la rassicura il fratello.
«Lo spero tanto.»
Per fortuna arriva Piper a stemperare la situazione con i suoi aneddoti divertenti sui suoi amici.
Mangiamo serenamente e ringrazio più volte mia zia per le polpette di ceci e curry, per il riso alle verdure e per la crostata alle more senza uova e latte.
Lei è una carnivora convinta, ma ha comunque fatto un grande sforzo per venirmi incontro e farmi sentire a casa. Piper è fortunata ad avere una madre come lei, ma purtroppo tra le due non scorre buon sangue.
A fine pasto, mia cugina si alza di scatto.
«Bene, è ora che io e Fleur ci prepariamo per la festa. I miei amici ci vengono a prendere tra venti minuti.»
Nonostante Piper mi spinga verso la sua camera, io non mi muovo.
Sono molto preoccupata per Declan e non voglio partire con il piede sbagliato con mio padre, quindi attendo la sua autorizzazione.
Mio padre comprende all’istante il mio intento e mi sorride grato per essere così disponibile e ubbidiente.
«Ti concedo due ore, pulcino. Niente alcol, niente sesso e non lasciare mai il tuo bicchiere incustodito, ok?»
«Va bene.»
«E per le undici devi già essere in pigiama, addormentata nel tuo letto… da sola», si arrende sconsolato.
«Sarà fatto!», prometto contenta per questa opportunità. Sono abituata ai coprifuochi molto più ristretti della mamma, quindi non dico nulla e seguo Piper in camera sua.
Quando entro nella sua stanza, mi viene da ridere. Sembra di stare tra le braccia di un peluche, con la coperta in peluche bianco, il tappeto in peluche rosa, la sedia della scrivania foderata in peluche fucsia, decine di pompon di peluche colorato sono attaccati al soffitto e penzolano sopra la nostra testa.
«In realtà la mania dei peluche mi è già passata, ma non ho ancora finito di toglierli tutti», mi spiega Piper in imbarazzo.
«Mi stai dicendo che prima c’erano ancora più peluche di adesso?»
«Oh, molti di più!», scoppia a ridere Piper insieme a me. Poi apre il suo armadio e tira fuori una valanga di vestiti succinti. Alcuni di questi, me li posa davanti come per vedere se mi stanno bene.
«Cosa stai facendo?»
«Ti preparo per la tua prima festa del liceo Saint James! Mica penserai di venire a ballare vestita così?», mi dice, guardando con disgusto il mio vestito a pois, bianco e rosso, con la gonna ampia che mi arriva ai polpacci.

SEI CURIOSA DI SAPERE COSA SUCCEDE ALLA FESTA? 

LEGGI IL PROSSIMO CAPITOLO QUI.

 


Nessun commento:

Posta un commento